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Dopo diversi minuti di inseguimento si voltò: li aveva seminati. Stanco e affaticato, il piccolo halfling si accasciò sul terreno umido. Poco lontano da lì innalzava la fortezza di Goldenaar. "Meglio stargli distante" pensava. Aveva già una pessima reputazione da ladro e non voleva di certo finire in prigione. E' così che Zorik aveva vissuto fino ad allora, senza un posto stabile dove dormire, senza una casa. Passava il suo tempo viaggiando di villaggio in villaggio per fare razzie di acqua e generi alimentari. Non gliene importava di essere contro la legge, dopututto doveva in qualche modo sopravvivere e come diceva lui "La legge se la fa il singolo". Intanto osservava il suo pugnale, un'arma a lui carissima, era come un compagno di vita per lui. Non tanto perchè potesse difenderlo, infatti non aveva neancora avuto occassione di usarlo.. o meglio non ne aveva avuto intenzione. Più che altro un legame affettivo lo teneva stretto a lui, quel pugnale era appartenuto alla sua amata sorella ed era l'unico ricordo che aveva di essa. Dopotutto era stata come una madre per lui, o meglio l'unico genitore che avesse mai avuto. Sua madre non aveva potuto conoscerla, era morta poco dopo averlo messo al mondo e suo padre..beh non era un padre. Sprofondato nell'abisso dell'alcol tornava nella loro umile casa solo per gridare contro lui e la sorella o prendere altro denaro da gettare al vento. Un giorno il padre non tornò a casa come faceva ogni sera, non si seppe più nulla di lui. Forse era partito, o forse era morto: non gliene importava. Zorik pensava di non aver mai conosciuto il suo vero padre, quello che lui conosceva non era altro che un ubriacone fallito. Invece lei, sua sorella Ania, lei sì che era un dono venuto dal cielo. Fu lei a prendersi cura di lui, a farlo crescere, a mandare avanti la povera famiglia tessendo dal mattino alla sera reti per pescatori. Ogni notte era lei che al minimo rumore afferrava il pugnale, pronta a difendere il fratellino. La vita di Zorik proseguì così fra difficoltà e sacrifici fino all'età di 3 anni, quando qualcosa cambiò la sua situazione familiare. La sorella conobbe un uomo, un pescatore, il quale la trattava come una vera principessa. Zorik non aveva un gran rapporto con lui, a dir la verità spesso veniva evitato e non preso in considerazione dall'uomo. Ma a lui non importava, era felice che la sorella avesse nuovamente trovato il sorriso. Come spesso accade però le cose belle giungono presto ad una fine. L'uomo, che abitualmente veniva a trovare la sorella, divenne sempre più aggressivo e possessivo nei suoi confronti. Voleva allontanarla da quel tipo di vita, portarla con sè lontano, forse a casa sua.. Zorik non lo sapeva.Ma questo non era ciò che Ania voleva, aveva accudito il fratellino fino ad allora e avrebbe fatto di tutto per tenerlo con sè. Accadde in una notte. I due stavano discutendo. Le loro voci si facevano sempre più forti e il piccolo halfling assisteva confuso alla scena. L'uomo tirò un violento ceffone alla donna,fu a quel punto che Zorik trovò il coraggio di alzarsi per difenderla ma era tutto inutile. Era così piccolo e indifeso di fronte ad un uomo di quella stazza che avrebbe potuto fare ben poco. L'uomo lo afferrò per le spalle e lo spinse violentemente, il piccolo halfing cadde all'indietro battendo la nuca contro un mobile. Il colpo fu violento, gli girava la testa. Alcune immagini gli passarono sfocate per la testa. L'uomo afferra la donna per un braccio e la porta via con forza.. La profonda cicatrice sulla mano dell'uomo.. Poi buio. Anche se sono passati circa vent'anni Zorik si ricorda ancora molto bene quella notte. Non si è dimenticato di ciò che quell'uomo gli ha fatto. Deve trovarlo e riprendersi ciò che gli è stato tolto. Mentre ripensa al passato le voci della sorella che implora aiuto risuonano ancora nella sua testa. Si tappa le orecchie. "Smettetela!" grida. Cerca di non pensarci ma le immagini di quella notte scorrono come un fotomontaggio nella sua mente."Quella cicatrice.." Stringe sempre più forte il pugnale.Inizia a piangere .Sta tremando. " Basta.." Ripete singhiozzando fra sè e sè. Impianta violentemente l'arma al terreno...il suo grido di angoscia ed odio rimbomba nell'aria.



Zorik è un halfling piedilesti di 23 anni. Ha avuto un'infanzia piuttosto travagliata ed è cresciuto praticamente da solo. Ha imparato a diventare un abile ladro con l'esperienza, andando incontro molto spesso a problemi con la giustizia. Dal punto di vista fisico è un tipo atletico anche se è un pò denutrito. Ha una cicatrice alla base della nuca, ricordo della notte terrificante che ha segnato la sua esistenza. Dal punto di vista psicologico ha una mentalità molto instabile. Anche una minima cosa può fargli cambiare umore istantaneamente. I ricordi della sua infanzia lo tormentano di continuo, spesso sente le grida della sorella rimbombare nella sua testa con l'insistenza di un martello. Quando viene colto da questi attacchi sembra che la luce nei suo occhi si spenga, diventa un'altra persona, l'odio inizia a bruciarlo dall'interno. Non ha mai avuto amici, preferisce fare tutto da solo. Evita di socializzare, agisce sempre senza farsi notare e cercando di rimanere nell'ignoto. Quando non è colto da alcuna crisi sembra una persona abbastanza tranquilla, non sa nemmeno lui se un giorno sarebbe in grado di uccidere qualcuno. Ad ogni modo non si fida delle persone. Secondo lui tutti si nascondono dietro una maschera, si creano un personaggio per nascondere quello che veramente sono. Lui non si ferma alle apparenze, cerca sempre di scorgere al di là di quello che sembra..cerca di togliere quelle maschere per scoprire quali mentalità crudeli e diaboliche sono celate dietro di esse.

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