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  • Razza: mezzo Drago Bianco
  • Età: 29 anni
  • Allineamento: CN
  • Classe: Ranger
  • Aspetto

Nydhogrim è alto oltre 2 metri e fisicamente prestante. Ciò però pare non appesantire la sua leggiadria, grazie alla quale si muove velocemente e tira frecce a distanza con una precisione impressionante.

  • Carattere

Nydhogrim è a tutti gli effetti un cacciatore. Il suo retaggio di Drago Bianco lo spinge alla caccia per puro divertimento e il brillare dell'oro lo stimola a compiere azioni di ogni genere, ma quella sua vena umana non riece a concepire la schiavitù, vedendo come primo obiettivo la libertà personale. Lo si trova spesso vagabondare per le terre selvagge a caccia e raramente entra nelle città, per paura di essere imprigionato come fenomeno da baraccone.




  • Storia

Erano anni difficili a Frozenaar, le guerre presenti in superficie avevano spostato l’attenzione di Perystill e Phronedya verso queste lotte sanguinarie e alcuni abitanti, accortisi dell’indebolimento del potere che li imprigionava, cominciarono a migrare. Le draghesse se ne resero conto troppo tardi, troppo impegnate ad osservare lo svolgimento di queste lotte tra esserini, i quali dimostravano un valore in combattimento paragonabile a quello della loro stirpe. Ebbero quindi una illuminazione, e decisero di rafforzare la barriera che circonda tuttora Frozenaar con un fedele servitore, della forza di un drago e della leggiadria di un umano. Phronedya assunse così le sembianze di una splendida donna, dalla pelle perlacea e dai capelli ramati, e scelse un compagno che avrebbe generato la sua Creatura, il suo Guardiano.

Conobbe Antares, un ragazzo che si occupava di caccia, ed ebbe con lui una notte di amore intenso. Alla mattina successiva Antares si svegliò, ritrovandosi solo nel suo giaciglio. Cercò quella ragazza per tutta la città per mesi, senza mai trovarla e, disperato per averla perduta, si tolse la vita senza mai conoscere la vera natura di quell’angelo, che in realtà celava tutt’altro che una creatura angelica.

La gravidanza di Phronedya procedette senza intoppi, e ne nacque uno splendido esemplare di mezzo drago bianco. Phronedya e la sorella lo crebbero secondo la cultura dei draghi bianchi, gli insegnarono la lingua umana e quella draconica, la caccia, come seguire le tracce degli animali, e un giorno decisero di parlargli di ciò che lo avrebbe atteso una volta fuori del torrione.

“Bene figlio mio, è ora che tu sappia il perché della tua nascita. Frozenaar è protetta da un cerchio magico molto potente, ma questi stupidi Murderon pare che abbiano capito come eluderlo. Tu sei la progenie di una razza superiore, gli umani sono nostri schiavi e non possono avere libertà di muoversi al di fuori della città, altrimenti perderemo tutto ciò che abbiamo creato con tanta fatica. Costoro sono il nostro sostentamento e noi gli garantiamo una pace unica, come non esiste in nessuna altra parte di Elkantar, ma devono stare alle nostre regole, e tu sarai colui che le farà rispettare, sarai il Guardiano!”

Nydhogrim, ormai maturo, era pervaso da un senso di non appartenenza a quella città, voleva essere libero, adorava la caccia e spesso non dava retta agli ordini dei draghi, non comprendeva il sadismo della madre, il bisogno di sacrificare vite umane e di schiavizzare la popolazione.

Finse di dare retta alla madre, promettendo che non l’avrebbe delusa, ma appena uscì decise che doveva fuggire. Quel mondo non gli apparteneva, era cresciuto nella foresta, ne coglieva le sfumature delle piante, e adorava la caccia. Fuggì per giorni, avanzando la notte e nascondendosi di giorno, sentiva dentro di se che lo cercavano, e questo non faceva altro che spingerlo ad allontanarsi di più.

Una notte, dopo aver consumato un lauto pasto a base di pernici e cinghiale cacciati di fresco, mentre stava attrezzando un giaciglio per la notte, sentì dei rumori nella boscaglia vicina. Era buio pesto e il calore del fuoco scaldava le membra del mezzo drago. Prese l’arco che si era costruito da solo intrecciando le interiora di un cinghiale per creare una corda e le ossa dello stesso per creare l’asta dell’arma, incoccò una freccia rapidamente e si nascose. Si avvicinò un uomo infagottato, probabilmente notando il fumo del fuoco e si ritrovò una freccia puntata alla gola. L’uomo vide solo una sagoma, una forma enorme con escrescenze ovunque, e cadde a terra svenuto. Nydhogrim, capendo che non si trattava di nulla di minaccioso, aspettò che si riprendesse e si rimise ad approfittare del torpore del fuoco. Quando l’uomo si riebbe fissò il mezzo drago con stupore, nei suoi occhi brillava il vero e proprio terrore, e gli disse: -Ti prego… non farmi del male… io.. io… sono solo un contadino, ti darò tutto quello che vuoi, ho del denaro con me, prendi…

L’uomo tremava mentre gli allungava il denaro, e Nydhogrim guardò l’uomo con sufficienza, prendendo comunque i soldi con se. Lo fissò per un attimo, poi gli disse con voce indifferente: -Tranquillo, non ti mangerò. Io e te abbiamo molto in comune, stiamo fuggendo entrambi da quel posto maledetto. Devo allontanarmi di qui, ma non conosco nessun luogo dove rifugiarmi.

L’uomo appariva ancora più sbalordito, vedendo una bestia del genere parlare in quel modo disinvolto. Il terrore cominciava a svanire, e fece un piccolo sorriso nervoso al mezzo drago.

-Ma… cosa sei?

Nydhogrim rimase immobile a quelle parole. La sua natura lo schifava, sapeva di essere un mostro concepito per un fine inumano.

-Il mio nome è Nydhogrim e che questo ti basti. Dove sei diretto? L’uomo alzò le mani come a dire che non ne voleva sapere ancora.

-A sud di Frozenaar si trova una città. Si chiama Drakenoor, non è delle più ospitali a quanto mi dicono, ma ho un cugino laggiù, e sicuramente sarà meglio di quella prigione.

Nydhogrim rimase in silenzio per un po’ a pensare, poi disse: -Puoi condurmi laggiù?

L’umano alzò un sopracciglio a sentire quelle parole, come se un bestione del genere avesse bisogno di aiuto per muoversi nel bosco. Colse l’occasione di affrontare un viaggio in compagnia, anche se non delle migliori, ma sicuramente protetto.

-Certamente… Ma quelle monete che ti sei preso…?

Nydhogrim fece un sorrisino mostrando la prima fila di denti aguzzi alzando le spalle.

-Sei tu che mi hai detto di prenderle umano…

Nydhogrim soffiò sul fuoco, un getto di aria ghiacciata avviluppò le ultime braci spegnendole in un secondo e formando uno strato di ghiaccio al di sopra.

L’uomo fissò a occhi sgranati la scena, poi girandosi verso Nydhogrim disse tremante: -Bene… andiamo…

Giunti a Drakenoor dopo giorni Nydhogrim salutò l'uomo appena fuori dalla visuale delle guardie, ma vedendo le alte mura della città si sentì di nuovo oppresso, preferendo vagare ancora.

Si incamminò in direzione di Eltoran, incontrando spesso pericoli quali accampamenti di orchi o di goblin. Le sue frecce saettavano veloci colpendo i suoi nemici con precisione, e saccheggiandone poi gli accampamenti in cerca di oro. Giunto nei pressi della città il luogo cominciava a dargli un senso di libertà: vasti boschi fitti dove poter dare la caccia a degli animali, spazi enormi dove correre libero.

Il bosco era la sua terra, e nessuno gliel'avrebbe mai più portata via.

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