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  • Mago Drow


§Il giovane pur essendo già passata da molto l’ora in cui era solito alzarsi,ancora non si decideva a togliersi le coperte di dosso.Ad un occhio esterno sarebbe potuto sembrare ammalato. Goccioline di sudore imperlavano il suo viso,il respiro era affannoso,mentre le pupille erano stranamente dilatate. Lo sguardo fisso davanti a se ad osservarsi.La piccola stanza era poco arredata,un letto,una scrivania e molti molti libri,usati spesso in modi poco canonici,come ad esempio la pila di libri che stava di fronte al letto dell’elfo,un comodino atipico che reggeva un piccolo specchio ovale di pregevole fattura,con la cornice intarsiata d’oro e polvere di gemme.

§“C’era qualcosa nel proprio aspetto che lo terrorizzava,ogni volta che posava lo sguardo sul suo viso ogni volta vedeva un altro mondo…Come adesso…non la sua glabra stanza ricolma di libri,ma un mondo infernale e un viso terribile,che lontanamente somigliava ad un elfo scuro,anzi fisicamente non ne differiva,ma quegl’occhi,quell’aura tradivano la sua vera essenza…”


§Cinquanta anni prima,in una delle camere del casato T’zarank.Una sarcedotessa,su un ampio letto si agitava nel sonno.Il suo corpo scosso da tremiti febbrili non permettendo ala drow di avere un meritato riposo..Janilla T'zarank ,per tutta la notte aveva sentito una voce,che da lieve sibilo era diventato un urlo incessante.Dopo il suo risveglio,la voce non scomparve,anzi comincio ad aumentare di volume,rischiando quasi di farla impazzire.Non riusciva a comprendere quelle parole,e la sua mente non riusciva a calmarsi. Posò una mano sul suo petto ,per cercare di regolare il suo respiro affannato,e improvvisamente il significato della voce le divenne limpido. Il suono proveniva direttamente dal proprio cuore. No, si sbagliava, non era il proprio cuore, ma qualcosa di molto più importante: proveniva dall’amuleto inneggiante alla sua divinità!La voce si mutò,e da semplice invito divenne una forza pressante che la costrinse ad alzarsi e a seguirla. (Questa forza la sospinse fuori dal casato e ancora giù dal quartiere dei nobili, per poi virare e condurla fino all anello esterno di caverne che circondano la città. Improvvisamente il richiamo cessò, lasciando il posto a un rumore frammentario e strozzato che giungeva fino a lei grazie all' amplificazione dell'eco. L'elfa scura lo seguì fino a raggiungerne la fonte,in modo da tale da capiro cosa fosse. Era un vagito. Rumore inconsueto tra le caverne che circondano Sharass'Teyl, (come era ancora più inconsueto era l'origine di quel suono: un fagotto nudo di carne tra le pietre.) (Inizialmente pensò fosse un illusione, poi che fosse una prova della Dea, ma infine uno strano istinto la percorse: era come se sapesse di esser legata a quel piccolo drow e ciò non le piacque affatto .Odiò questo stato fin dal primo istante, come odiò quello che le apparve alla vista,quando lo prese tra le proprie braccia;sulla spalla destra del neonato vi era un simbolo blasfemo raffigurante una tela che stava bruciando. Ma era volontà della dea che sopravvivesse,ne era certa.


§Il giorno seguente la fine dell’accademia, Janilla aspettava insieme ad una scorta di maschi il suo protetto. Dopo qualche minuto dal suo arrivo dalle porte dell’accademia usci una figura solitaria.Un adolescente Dalla media figura,che avanza con fare svogliato,con lo sguardo che si muoveva per individuare ogni luogo. Che strano quel ragazzo,affidatole ormai da troppo tempo,il suo sguardo sempre perso,però era innegabile il suo talento nella magia,sembrava quasi che il suo livello di conoscenza non fosse quello di un apprendista,ma bensì quello di un maestro della sua arte,conoscenze antiche… Inoltre quel suo strano tatuaggio cresceva insieme a lui….forse avrebbe dovuto avvertire la matrona dei suoi dubbi,sui dubbi che aveva su quel trovatello che tanto tempo prima aveva ricevuto in dono…

§Vedere le immense caverne sorprese il drow abituato ormai da 120 anni alle claustrofobiche mura e pareti dei sotterranei del casato di sua madre.Non sapeva perché non gli era mai stato permesso prima di allora di uscire,ma era sempre stato controllato dalle stesse guardie,dagli stessi maestri e sempre meno spesso nelle ultime decadi da chi l ‘aveva generato. Non si era annoiato però aveva infatti subito incominciato ad apprezzare i complicati libri di magia che gli aprivano di fronte agli occhi infinite risposte e possibilità…ma non quella che stava cercando da anni…il perché cresscesse così lentamente… Rimase sempre un estraneo,rinchiuso anche se quasi per propria volontà nelle stanze più profonde.Ebbe così poche possibilità di entrare a far parte delal politica del clan,poiché semplicemente sconosciuto. Incontrò poche volte altri membri del clan,se non per lunghe chiacchierate ricolme di insegnamenti con una vecchia elfa (che poi scoprì essere la matrona madre) Che spesso gli faceva domande sugli strani sogni che aveva.Ma lentamente i contatti diminuirono con chiunque,lui sempre immerso tra sogni e libri,e gli altri interessai ad altro…

Aveva tanti anni quanto il suo più giovane maestro..eppure dalle immagini che aveva visto sui suoi libri di testo,somigliava ancora ad un adolescente..non riusciva a capirne il motivo…

Passarono ancora degli anni,in cui il drow,sempre meno osservato da Janilla,poiché era ricolmo solo di stranezze e non di sorprese,comincio ad allontanarsi dal casato,pernottando spesso tra le locande della città e vivendo più come straniero in visita che come nobile.In questo modo amplio la sua conoscenza del luogo in cui di viveva e si può dire riuscì ad instuarare molte “amicizie”.Sconosciuta la sua origine nobile riuscì a comunicare con vari esponenti maschili di altri casati,oltre che con i mercanti e viaggiatori che occasionalmente incontrava nel bazar…finchè non decise un giorno di ritornare alla propria casata…richiedendo il permesso di andare all’accademia magica di Sharass..motivo ignoto ma non inaspettato….inoltre il suo corpo era giunto alla giusta maturità…


In altro luogo e in un altro tempo, un umanoide vagava in un deserto rimurginando grevi pensieri.

“Da lungo tempo viaggio in questa terra desolata che altri chiamano abisso,e sempre continuo ad odiarla.Maledetto sia il giorno in cui quella schifosa amante dei ragni lo aveva rinchiuso in quella assurda dimensione,lei e quelle sgualdrine delle sue seguaci…”

Troppo tempo era passato,in un luogo in cui giorno e notte sono un capriccio di una Dea,neanche lui si sarebbe accorto del passare dei secoli se non avesse notato il divenire della sua anima.

Non poteva più chiamarsi Drow,perfino lui notava il cambiare della propria mente,che stranamente si rispecchiava sulla sua pelle.Lentamente diventava simile a quelle creature che l o tormentavano… Ma non era ancora troppo tardi,aveva trovato un modo per tornare.

E dopo molti studi molte ricerche,ed ad un fortuito evento,un cristallo proveniente da uno degli infiniti multiversi,era riuscito a collegarsi col suo piano di origine.

§ “Finalmente finalmente il giorno della mia salvezza, finalmente…” I suoi antichi ricordi erano riuscito a farlo ricongiungere con un essere mortale,un infante,legarsi a lui grazie a quel simbolo arcano… Non si sarebbe mai aspettato che la sua esperienza di vita,gli sarebbe stata così utile,forse non sarebbe dovuto morire con tanta acredine nei confronti del suo maestro..o forse no… Adesso il compito difficile sarebbe stato istruire quel ragazzo che così in fretta cresceva,in modo che potesse trovare una delle essenze dei draghi,l’unico modo per tornare in vita e fuggire dalla propria prigione…Sarebbe cambiato,si sarebbe fuso con quell’essere che aveva scelto…ma perdere il proprio se,in confronto a quella pena…non sarebbe stato altro che un giusto prezzo….


DYON G'ENNIVALZ accademia di Sorrtilex: Una strana stanza che rimane chiusa da secoli e impossibile da apriree o da vedere.Questa attende il suo maestro


  • Descrizione Fisica: Un drow di altezza media e di aspetto molto giovanile,sembra appena aver raggiunto l’età giusta per entrare in accademia,talmente è serica la su a pelle.Capelli lunghi fin oltre le spalle,e uno sguardo inquietante,spesso fisso spesso distratto da qualcos’altro che altri non possono vedere.Ha un fisico slanciato ma poco robusto.Non indossa vestiti molto ricchi,ma decisamente originali.Ha una passione per il colore rosso,così da renderlo spesso troppo visibile nella folla del bazar,suo simbolo un turbante carminio.Spesso non indossa i simboli del suo casato,che se no tiene appuntati come fermaglio su un mantello.
  • Descrizione psicologica: Spesso silenzioso può sembrare ingenuo e distratto ad un osservatore esterno.In realtà è un profondo calcolatore che prima di compiere qualche azione la pianifica in tutto,pur non raggiungendo i limiti della vigliaccheria.Curioso,è attratto da i tomi magici come api e miele,mentre prova una strana fobia per i portali magici e gli altri piani.Ha un profondo rispetto per la religione e la società,cerca di mantenere sempre il suo posto tra le femmine,ma in realtà non le considera superiori.Sa solo che deve vivere nella società e che no nsi può cambiare,ma vive per se stesso.Disprezza gli altri maschi o piuttosto li considera troppo poco interessanti,e troppo fissi in atteggiamenti che non comprende

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