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Il sole stava tramontando e come al solito stava osservando il cielo, aspettando la comparsa delle stelle e l’innalzarsi della luna. Lo avevano sempre affascinato, le stelle, c’era qualcosa di misterioso in quegli strani puntini luminosi, qualcosa di potente le alimentava.. E così fantasticava sulla loro origine come ogni sera,aspettando che fosse pronta la cena. Ma quel giorno era diverso, sua madre non stava cucinando, anzi se ne stava lì impassibile ad osservare il figlio, pensierosa e nervosa come se attendesse qualcosa. Fu così che chiamò il figlio “ Andiamo a fare una passeggiata”, la sua voce era fredda come non lo era mai stata, i suoi occhi gelidi non lasciavano trasparire alcun sentimento. Ma Kilzan era troppo piccolo per domandare il perché di quel comportamento, e pensò “ Chissà, vorrà finalmente parlarmi di papà”. Non l’aveva mai conosciuto, suo padre, ogni volta che aveva domandato di lui aveva ricevuto sempre la stessa risposta: “ Tuo padre è partito, non ho più notizie sue notizie, dobbiamo cavarcela da soli”. Solo una cosa sapeva: la famiglia della madre non ne aveva mai parlato bene, ogni volta che lo nominava veniva fulminato con lo sguardo.

Partirono seguendo il sentiero e si inoltrarono nel bosco, tutto era silenzioso, l’unico rumore che si sentiva era quello dei loro passi. “ Tuo padre era uno streg..” la sua voce si spezzò, “ Tuo padre era uno stregone, io e la mia famiglia non potevamo accettarlo”. Non capiva, suo padre era uno stregone e lui la trovava una cosa fantastica. “Anche tu hai dei poteri”. Era sempre più confuso. Erano ormai giunti ad una grotta, faceva molto freddo quella sera. “ Devi restare qui” disse la madre, “Non voglio che la mia famiglia faccia a modo suo”, aveva le lacrime agli occhi. Impietrito restava a guardare la madre voltarsi e andarsene. Cercò di chiamarla ma senza risposta, si alzò e iniziò a correre, non riusciva a raggiungerla, il buio si faceva sempre più fitto e le tenebre lo stavano inghiottendo...

Si svegliò. Era mattina. Lo stesso sogno ogni notte da vent’anni. Cercava di dimenticare, voleva dimenticare ma quello era il suo passato.E pensava a che cosa sarebbe successo se quell' uomo, il suo maestro, non lo avesse trovato e accudito per tutti quegli anni.Sarebbe rimasto lì indifeso ad aspettare il ritorno della madre? O si sarebbe arreso e lasciato morire?Non ci voleva pensare. Kilzan era un giovane Desserack,doveva tutto al suo maestro, gli aveva insegnato tutto ciò che sapeva: era diventato ciò che era solo grazie a lui. Purtroppo però il fato glielo aveva portato via. Ricordava ancora perfettamente quel giorno maledetto.. era molto contento all'idea di visitare la famosa città di Nemesia. Parlarono molto durante il viaggio,percorrendo il sentiero domandava con insistenza cosa gli sarebbe stato insegnato nei giorni successivi e il suo maestro sorrideva, felice nel vedere come Kilzan era cresciuto in quegli anni.La sua mente ritornò al loro primo incontro e il ragazzo domandò "Che cosa cercavate nel bosco il giorno in cui ci incontrammo?". "Venivo a cercare proprio te, volevo salvarti dalla famiglia di tua madre, sai..io conoscevo tuo pad". Una freccia si conficcò a terra, il maestro l'aveva schivata."Scapp"la sua voce si bloccò, Kilzan si guardò le mani:erano coperte di sangue. Confuso osservò il suo maestro, un' altra freccia lo aveva trafitto, cercò di guardarsi attorno ma nulla, non c'era anima viva. Si gettò sul maestro, urlava, cercava di svegliarlo ma tutto era inutile..

Kilzan tornò in sè,guardò fuori dalla finestra, il sole splendeva sopra Eltoran. Il suo maestro aveva dato tutto per lui e lui doveva fare altrettanto.Voleva vendetta, doveva vendicarsi ma soprattutto avrebbe fatto qualsiasi cosa per riportare in vita la persona che per lui aveva contato tanto..


CARATTERE: Kilzan è un tipo molto diretto, non ha paura di dire quello che pensa. Non si fa molti scrupoli quando deve raggiungere un obiettivo, può arrivare anche a tradire i suoi compagni per avere ciò che vuole. Non è un tipo molto socievole, spesso diffida dalla gente, non accetta coloro che lo contraddicono o che si oppongono al suo volere. La sua non è una malvagità gratuita, egli è aggressivo solo nei confronti di coloro che lo intralciano. E' una persona molto furba e vuole ad ogni costo raggiungere il suo scopo.

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