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"Sara' che un sogno a volte puo' indicare la strada di una persona,sara' che solo quando si è certi che un sogno è veramente reale ,allora si parte alla ricerca di esso.."


Il vento soffiva leggero quella notte,Gli occhi distesi del giovane monaco,attributo poco ortodosso a questo ragazzo dal volto angelico,non erano infastiditi da quella sabbia che accarezzava la bruna pelle..

Il deserto,non altro che un immensa prateria dorata,era assopito anch'esso come il resto del villaggio...Sembrava che proprio le stelle sussurrassero ad Ilhuar quella frase che disse suo padre nell'istante in cui mori...parole che non si affievolirono mai durante il corso del tempo...

" Figlio mio,per trent'anni sono andato alla ricerca degli dei...quando imparerai ad aprire gli occhi,allora scroprirai come me che sono stati sempre loro a cercarti.."

Ilhuar apri gli occhi,le stelle brillavano come non mai....forse quella notte,Dycronos volle destarlo con un segno... Al risveglio del giorno infatti Ilhuar non fu con gli altri,sacerdote Derievel continuava a cercarlo...ma il ragazzo era scomparso... Il sacerdote capi subito che si era allontanato di propria volonta,sorridendo appena... Dopo che il villaggio perse la guida spirituale,ossia Ariuvail,padre di sangue del giovane Ilhuar,perserono anche suo figlio... Circa ventuno gli anni che lo accompganavno lontano dalla sua gente...le parole di preghiera con loro indicavano la strada..assieme alla fede,scandita da una gioventu' all'insegna inoltre di magia e saggezza... Le stelle proseguivano dritte,l'orizzonte non era vicino...quando l'alba ingoio quegli ultimi raggi lunari che il buio aveva donato ancora una volta... Il deserto,ora destato come molte delle sue creature,non aveva strade battute o sentieri visibli...ma qualcosa continuava a guidare Iluhar,lontano da li... Non ha mai scordato nessuno degli insegmaneti che suo padre gli ha concesso...la sua storia non deve essere dimenticata..


"Aruivail fu un tempo monaco,d'un ordine che il tempo ha cancellato...cosi come la sua vita,ed il il tempo non è che in fondo nemico della via..La forte fede verso Dycronos pero' gli aveva insegnato che,al contrario...bisognava cogliere l'attimo per farsi il tempo amico... In effetti,non fu proprio il tempo a cancellar tale ordine..Dopo un lungo viaggio,alla consegna di una pergamena che non fu mai aperta..Aruivail torno che una grande epidemia aveva distrutto le vite dei monaci,e con loro la poetica saggezza che gli aveva fatto da addestramento sin da quando era giovane..o almeno,sin da quanto entro a far parte di quell'ordine monastico..

Il lavoro di tutti quegli anni,tutti quegli insegamenti che poi concesse,almeno in parte a suo figlio,erano custoditi soltanto nel suo cuore e cosi non pote altro che tornare alla sua terra...

Raramente un figlio torna alla sorgente madre,eccezioni a parte...torno i quella folle distesa sabbiosa al centro della grande isola..proprio la sabbia partori Ilhuar,che perse la vera madre alla nascita.. La sua adolescenza non fu poi cosi facile...Il duro addestramento a cui lo sottomise il padre era sempre piu' faticoso con il passare degli anni....e la vita da nomade non aiuta mai la propria esistenza..La gente di quel villaggio mobile era molto unita,la fratellanza che si celava in essa fu molto apprezzata da Ilhuar,e proprio quell'unione con il il proprio vicino in qualche modo affievoli la bella gioventu'..Raramente ci si imbatteva con stranieri,solo quelle poche volte il clima si faceva freddo e teso..Comunque sia un pasto non fu mai negato a nessuno,ma dopo quello tutto si estirpava,e la fede di quel villaggio continuava la sua strada dimenticandosi di tutti i volti..cosi come lo straniero dimentica il proprio pasto...

"Il nemico che chiede ospitalità deve essere accolto da ospite. Neppure a colui che viene per abbatterlo, l’albero rifiuta di dare prima i suoi frutti.

Diceva Ariuval in molte occasioni, Ed chierico Denriel rispondeva ..."Sempre che d'un nemico si tratti"frase quasi sempre seguita da quel classico sorriso a sottolineare quel disteso volto.. La fede per la magia,altra importante dottrina dei dogmi di Dycronos era gestita proprio da Deriel...l'esperienza nel campo che il sacerdote possedeve era molta,e molto spesso era proprio lui a gesire la difesa contro violenti attacchi di predoni,sbaragliati efficacemente dalla mistica forza del chierico,gestita con saggezza che pochi posseggono.. La vita cosi continuava serena,se si puo' dire,erano preparati a quasi qualasiasi tipo di evenienz..ll'unica pura che avevana quella gente,e questo Arihual non lo dimentichera mai,era quella di arrivare tardi ad un appuntamento importante,che quasi sempre significava uno spostamento importante nel gergo nomade..Avevano paura che solo un giorno di ritardo poteva essergli fatale,in effetti c'era sempre un po' d'ansia nei giorni antecedenti ad un lungo viaggio...empre alla ricerca di acqua e linfa vitale.. Gia da piccolo Ilhuar sapeva che la sua strada non era tra quella gente...il padre per paura di perderlo spesso diceva "Più lontano si cerca il sapere e meno lo si apprende, perciò l’uomo saggio sa senza correre in giro, capisce senza vedere, compie senza agire." un frase che Ilhuar non sottovaluto mai piu di tanto..sapendo benissimo a cosa alludesse il padre..

Lui e suo figlio erano gli unici a spostarsi senza ferro,senza armature..senza armi....per questo le voci sottilienavano Auriavil come uomo tanto saggio quanto eccentrico...ma quando lo vedevano combattere a mani nude si rimangiavano sempre quelle parole..

La forza fisica supportata dalla forza dello spirito,era un'arma tagliente quanto il filo d'una lama appena forgiata...

Un sorriso si paleso sul volto del giovane Ilhuar mentre volava sul deserto senza nulla,acqua e cibo a parte..Ripensava ad una frase che gli rimase impressa forse un po' piu' delle altre..

"Un armatura a volte puo' tardare un appuntamento importante" e il ragazzo,mentre continuava a camminare lontano da quei ricordi..pensava che non avrebbe mancato a quell'appuntamento per nulla al mondo....

Il sole bruciava nel cielo cosi che fu il momento di riposare....anche se amico di un Desserack,come la razza di Iluhar e la sua gente.. il sole puo' essere paragonato ad un'enorme torcia,ed una torcia va sempre ammirata da lontano,poichè è tutta fuoco benchè sembri luce..

Dopo pochi giorni di marcia verso est,una mattina come le altre,qualcosa appari' all'orizzonte...sembravano costruzioni molto diverse e molto piu' grandi dei timidi giacigli della sua gente...qualcosa di diverso si paleso' a molti metri di distanza da quei lucenti e scuri occhi...

Forse,appena poco piu' avanti,si nascondeva qualcosa che improvvisa cambio' la vita fragile di esperienza di Ilhuar....

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