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  • Razza : Elfa Selvaggia
  • Classe : Ranger
  • Età : 127
  • Capelli : Neri
  • Occhi : Neri
  • Allineamento : LN tendente al Buono.

Vi sono molti retaggi elfici su questa terra...il più schivo e riservato di questi retaggi appartiene a Estell: Elfa Selvaggia, così viene chiamata dal resto del mondo... non che importi più di tanto è abituata a tanti nomi. La lunga infanzia e adolescenza di Estell passò abbastanza in sordina, quasi come preludio di quello che sarebbe accaduto da lì a breve.

La famiglia di Estell era ben vista nella comunità di Elfi selvaggi appena fuori Nymorea: erano per l'appunto dei rinomati erboristi, il padre inoltre era stato un famoso cacciatore di taglie anche se la sua carriera finì con l'incontro della madre di Estell.

Alla piccola vennero insegnate tutte le varie usanze elfiche: il tiro con l'arco nella qualce eccelleva...buon sangue non mente , le insegnarono a seguire ogni tipo di orma anche nelle condizioni più impossibili e purtroppo le insegnarono anche la storica diffidenza elfica verso quasi tutte le altre razze.

Era un periodo buio purtroppo, la zona ove viveva la comunità di Estell era abbastanza vicina a luoghi che, secondo le leggende, erano infestate da non morti. La paura era un ottimo insegnamento, tutti gli elfi della comunità erano perenemmente con le orecchie e gli occhi all'erta...se fosse successo qualcosa lo avrebbero saputo e avrebbero saputo gestire la situazione...dopotutto gli elfi selvaggi erano i più propensi alla battaglia e alla schermaglia rispetto agli altri retaggi elfici.

Nonostante questa paura per i non morti la vita di Estell procedeva velocemente e senza troppi pensieri...o meglio...un pensiero lo aveva: Arvalin si chiamava, era il figlio dell'anziano della comunità...e forse l'amico più vero che Estell possedeva.

Per tantissimi anni fecero quasi ogni cosa insieme: si allenavano insieme , cantavano e danzavano insieme , compievano lunghe passeggiate e si raccontavano storie e leggende, Estell pendeva letteralmente dalle labbra di Arvalin... Un giorno l'Elfo regalò ad Estell un fermacapelli di legno per la sua chioma nera... Estell era nel panico più nero , non aveva mai ricevuto un dono personale da un elfo maschio...si sentiva bollire e capì senza troppi giri di parole di essere innamorata di Arvalin....chissà da quanto tempo lo era.

Ne parlò subito alla sua famiglia che ne furono entusiasti , la famiglia di Arvalin era ben conosciuta , e quest'ultimo era un elfo serio e dalla moralità alta , nonostante la contentezza non misero fretta da Estell...anzi la madre le suggerì di lasciare maturare l'amore per Arvalin , secondo il consiglio della madre non avrebbe retto per molto ; Estell era dopotutto una delle elfe più graziose della comunità.

Una sera i due amici erano attorno a un falò e dopo una cenetta appena cacciata iniziarono le consuete attività elfiche : Arvalin cantava e suonava un'arpa di legno mentre Estell danzava per lui...nel vedere il corpo sviluppato dell'elfa cedettero anche le difese di Arvanil : si alzò e la baciò timidamente sulla fronte...nell'orecchio le disse quelle paroline magiche...le parole che hanno causato più problemi nella storia di tutte le razze.... Ti amo... Estell era al settimo cielo...il suo amore era ricambiato...si baciarono tantissimo...restarono abbracciati a vedere albeggiare il sole...nonostante era chiaro che il loro desiderio era forte si rispettarono l'un l'altro.

La data delle nozze fu fissata da lì a breve e dopo i vari preparativi arrivò il giorno del matrimonio...come un libro scritto male fu l'inizio della brutta esperienza di Estell : rumori di spade...di passi e di lament... non morti...proprio quel giorno dovevano sorgere dalle tombe? Aravanil non si disperò , diede un bacio alla promessa e andò a combattere munito delle sue due daghe. La battaglia non durò troppo...purtroppo qualche elfo perì sotto i colpi dei non morti....Estell propose di celebrare le veglie funebri prima del matrimonio.

Gli anziani decisero anche di "assumere" degli umani come guardie al cimitero per evitare il ripetersi di quella fastidiosa interruzione. Finalmente dopo una settimana il gran giorno era tornato : Estell era bellissima , un abito color bianco e verde che metteve in risalto le sue forme perfette , Arvanil era elegantissimo con la veste bella del suo casato color sottobosco. Ancora una volta un'interruzione...ma stavolta più grande : frecce....una miriade di frecce cadde dal cielo (il matrimonio era ovviamente all'aperto)... il povero Arvanil fece scudo per Estell ma venne centrato in un occhio , morendo all'istante.

L'elfa non si rese conto subito di quello che accadeva...poteva semplicemente vedere gli umani che erano stati assunti fare irruzzione nella sacra zona del matrimonio e rubare tutti i vari ornamenti...schifosi umani , non erano neanche cose preziose....erano degli ornamenti di legno con una pennellata di avorio in qua e là. Gli elfi erano impreparati e spaventati...gli umani ucciserò indistintamente chiunque...finito il massacro , Estell venne portata insieme ad altre Elfe lasciate vive in una bettola lì vicino.

Sapeva benissimo cosa sarebbe successo...non le importava , l'amore della sua vita era morto , la sua famiglia uccisa dalla bramosia umana...in quel momento Estell si rese conto di essere diventata misantropa e anche un poco Xenofoba...e poi accadde...alcune elfe vennero torturate barbariamente e uccise...gli umani erano visibilmente ubriachi..alcuni non stavano nemmeno in piedi.

Purtroppo per la sposina il trattamento fu peggiore : Estell venne violentata ripetutamente da quegli umani...ancora..e ancora...e ancora....

Non oppose resistenza , il dolore era talmente grande che Estell pregava in silenzio Sivraal che la uccidesse subito...il suo corpo doveva andare ad Arvanil...non a degli ubriaconi umani.

Quando ebbero finito , si misero a russare contentamente...ma lasciarono Estell viva...forse per potersela spassare il giorno dopo...ma l'elfa sgattaiolò via dalla bettola e raggiunse un laghetto...lì pianse , vomitò e cercò di lavarsi via l'odore di quegli usurpatori bastardi. Decise che la violenza era l'unica cosa che gli umani capivano...prese semplicemente un arco e una freccia...appiccò fuoco alla freccia e la scagliò con precisione millimetrica dentro la capanna. L'alcool per terra e sugli uomini fece il resto...l'incendio divampò velocemente : Estell poteva sentire le urla di dolore degli umani straziati e l'odore delle loro carni che bruciavano , respirò profondamente quell'odore...l'odore della vendetta. Un umano avvolto dalle fiamme uscì dalla capanna in direzione di Estell , quest'ultima con la stessa freddezza di un iceberg gli piantò una freccia nell'occhio...nello stesso occhio che il suo amato aveva perso per salvarla.

Finito il massacro Estell prese dei vestiti buoni , del cibo , il'arco di Arvanil e qualche faretra e partì via da quell'incubo...non prima di avere dato fuoco ad ogni cosa che potesse prendere fuoco...tutta la sua casa... La notte si mise su un albero e riposare e arrivò a una sua teoria : Era tutta colpa dei non morti...se quelle creature non fossero sorte , la sua famiglia non avrebbe assunto quei porci schifosi...la colpa era della debolezza degli uomini...ma sopratutto dei non morti.

Da quel momento in avanti Estell divenne una cacciatrice di non morti , girava di cimitero in cimitero per eliminarne quanti più possibile... Sempre evitando ogni contatto con la razza umana , sopratutto con gli uomini...sotto la sua scorza di freddezza , Estell era ancora terrorizzata da quella razza barbara , usurpatrice e debole...il razzismo prese il sopravvento. Arrivò in un giorno di pioggia al cimitero di Aequitalas per spazzare via qualche scheletro quando venne interrotta da una guardia umana molto cortese.

" Ehi Elfa , hai visto una bambina da queste parti?"

Estell non rispose...una bambina in pericolo va salvata sempre e comunque...collaborò con la guardia (che morirà da lì a poco) e scoprì di essere finita dentro una storia ancora peggiore di quella che aveva passato...storie di streghe e non morti... Iniziò ad indagare e cercare alleati.

Una strega che usa i non morti...una degna preda.....

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