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"Le carte..le carte...ma dove le ho messe...ah eccole!".


A volte ripensava a quello che era successo negli ultimi tempi e ogni volta un brivido percorreva la schiena di Elaugafein. Quando la Matrona Velathra Lith'Eyl gli aveva rilevato di essere stato partorito dalla muta Sirenee Lith'Eyl non ci voleva credere; come era stato possibile, nascondere così a lungo un tale segreto, quando lui stesso più di una volta aveva chiesto di chi fosse figlio e nessuno gli aveva mai detto la verità? Perchè adesso?

La risposta stava nello stesso fatto di essere un elfo scuro, una creatura educata di certo per primeggiare e non perdersi in inutili quanto ridicoli sentimentalismi.

Dentro di sè lo sapeva, il momento tanto agognato era giunto, le sue doti arcane, il suo costante interesse per la necromanzia, avevano destato la curiosità del temibile drow Lokyar Lith'Eyl, maestro necromante a Darek-Aracnia. Ora la verità gli era stata comunicata, il Casato contava su di lui e non sarebbe stata più una vergogna rendere pubblica la notizia. Il maschio non era un debole e le porte verso l'Arcano sapere si sarebbero aperte.

Impaziente di intraprendere una carriera di usufruitore di magia all'interno del prestigioso istituto, sapeva comunque che il fallimento, per uno del suo casato, era da considerarsi una condanna a morte e dunque non senza trepidazione e una picola dose di timore era ormai pronto alla sfida.

In tasca teneva sempre un mazzo di carte, di cui aveva imparato i segreti. Lo usava come un giochetto da locanda ma più di una volta il responso delle carte si era dimostrato veritiero e da li a farne uno strumento per uscire da situazioni spiacevoli. il passo era stato breve. Nel frattempo, i contrasti tra i Casati erano all'ordine del giorno e le spie facevano quotidianamnete il proprio sporco lavoro, gli intrighi si perdevano tra gli angoli oscuri di Sharass'Teyl mentre tutti gli abitanti vivevano su di un precario equilibrio, un filo di ragnatela fragile, al quale ogni drow era in un modo o nell'altro legato.

La sua infanzia aveva avuto i contorni del grottesco, forse il segreto era rimasto tale per cosi tanto tempo per un motivo particolare; Sirenee e la Matrona volevano vedere di che pasta fosse fatto Elaugafein, se era il caso di darlo in pasto a qualche creatura del Sottosuolo o se, invece, egli avrebbe potuto avere le doti e le abilità necessarie per portare avanti le giuste pretese del Casato Lith'Eyl. Si, lui si era dimostrato degno e dopo aver passato i suoi primi anni come un qualunque altro maschio, tra sberleffi e angherie degli espomnenti femminili della famiglia, era infine arrivato il momento di dimostrare che vi era un motivo per cui non era stato abbandonato al suo destino fuori dai cancelli di Sharass'Teyl.

Incamminandosi per le strade illuminate nei pressi del bazaar, gli occhi rossi, malvagi si muovevano con rapidità, sempre all'erta e pronti a segnalare la presenza di un qualche rivale o assassino dei casati rivali, Elaugafein arrivò di fronte ai cancelli di Darek-Aracnia. "E sia, a breve inizierò il mio viaggio lungo i corridoi della magia".


CARATTERE:

Opportunista, privo di scrupoli, innamorato solo dell'Arte e amante dei giochi con le carte attraverso le quali, aiutandosi in qualche frangente con della sana improvvisazione, riesce a "vedere" il futuro di chi si trova di fronte

FISICO:

Figura esile, minuto, con capelli lunghi bianchi e occhi rossi.

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