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L'insofferenza, mal celata, è probabilmente il sentimento più potente e al tempo stesso più deleterio tra quelli che tengono in scacco la personalità di Atrum.

Insoferrenza verso un padre pazzo

Insofferenza verso un fratello traditore

Insofferenza verso un popolo infimo e abbietto

Secondo figlio di Damien Von Caster, Atrum divenne l'erede primo della nobile famiglia dopo che Artilius venne disconosciuto, senza riuscire però mai a godere appieno del titolo. Chi lo conosce asserisce con leggerezza che i suoi comportamenti sono causati dal peso di un padre pazzo e di un passato senza importanza ma infondo nessuno di loro sa, quanto quel ragazzo fosse cupo e chiuso ancor prima del tradimento del fratello, prima della pazzia del padre. Quasi nessuno al di fuori della famiglia l'ha sentito parlare del suo passato, e ancora meno persone conosco i suoi trascorsi con la magia.

Mostrò infatti fin da subito un'intuitivà spiccata e rimettendosi al rigore nobiliare della famiglia si prospettò per lui lo studio delle arte arcane. Iniziò così da autodidatta nella biblioteca di famiglia ad interessarsi dei rudimenti della magia, di leggende e di storia, finchè a 16 anni venne accettato, dietro richiesta del padre, dai maghi di Arcanidia per essere istruito.

Ma subito la frattura e l'onta della vergogna colpì la famiglia e nello stesso tempo Atrum interruppe gli studi intraprendendo quel lento declino psicologico che l'accompagna ancora. Obbligato a scontrarsi con la crudele realtà in un attimo il suo futuro nella magia decadde. Ma Atrum, non perse nulla delle sue passioni, celandole e covandole solitario. Le gesta degli eroi di cui aveva letto, si mischiavano e fondevano con la realtà, ed erano fonte di fascino estremo per lui che, riviveva, o almeno tentava di rivivere nella sua personale esperienza, fino a quando la passione non si tramutò in ardore e adorazione. Adorazione verso figure che rappresentavano il picco delle sue passioni, la magia, l'onore, la fedeltà alla famiglia. Jakilars e Brailds e la Voce Oscura. Non ciò che erano o che sono, ma ciò che hanno rappresentato, ha iniziato a rapirlo. Incuneato fra un passato all'ombra del fratello e un presente tutt'altro che roseo soffocato dall'insofferenza, trova la sua prima vera strada, più per necessità che per virtù, nel combattimento e nelle armi. Alterna il suo tempo tra la spada, in cui si allena con perizia e applicazione, e, quando gli obblighi familiari non impongono la sua presenza, si rifugia nella biblioteca di famiglia o dovunque possa trovare solitudine.

L'allenamento rigoroso con i maestri d'arme della casata lo forma nel corpo, cercando di fargli recuperare il mancato addestramento militare mai ricevuto in passato. Matura così in pochi anni un fisico asciutto, la corporatura robusta viene compensanta dall'altezza che lo rende longilineo ma non gracile.

Benchè le ferite procurate in allenamento sono sempre state curate con, forse eccessiva attenzione, il corpo non è esente da cicatrici, nella maggior parte dei casi minori. Una sola di queste è sempre in mostra, in ricordo di un attentato alla sua vita subito in una locanda di Drakenoor in cui venne salvato dalla sua scorta. La cicatrice, che scende dal collo sino al petto, appena sopra il cuore, denota una mano esperta e una lama affilata, simboli di un assassino di tutto rispetto. Anche se ha dimenticato l'episodio, non ha rinunciato ai propositi di conoscere l'attentatore, insinuando mai velatamente, la sua idea di un coinvolgimento dei Reverex.

Altra caratteristica particolare è il colore della pelle, albino come la minoranza dei murderon, che staglia completamente sui capelli neri, tenuti in ordine solo per "obblighi" di casata.

Atrum conosce infine a 25 anni, l'ultima e più grande insofferenza, la consapevolezza di non essere riuscito a formare da solo il suo cammino. Si ritrova ad obbedire ad un padre che non reputa in grado di governare e verso cui non nutre più affetto (anche se in fondo neanche nella stagione dell'infanzia ha provato davvero affetto per lui) e a riversarlo verso le due sorelle minori, Helena e Naryan, verso cui si dimostra protettivo quasi fino al paternalismo.

Condivide inoltre con la sorella Helèna il culto di Shavorak, in bilico tra l'invidiare la forte fede della sorella e il ritenerla fanatica

Obbediente, protettivo, e insofferente si rifugia in pensieri oscuri e in promesse verso se stesso.

Ambizioni di un nuovo popolo, migliore di quello per cui ora tre famiglie si danno guerra

Ambizioni di un nuovo regno, più splendente di quello per cui ora tre famiglie si danno guerra

Ambizioni di una sola famiglia, senza traditi e senza traditori

Atrum Von Caster

Figlio Primo della Nobile famiglia Von Caster

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