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La pioggia... il vento... sussurrano qualcosa di arcano qui... Persino le onde, inclementi contro le calcaree rocce della lunga penisola, sprigionano luce nuova, di un lontano potere... Può la notte farsi giorno semplicemente ammirando la lontana magia della lucente torre. I vapori degli alambicchi salgono al cielo, mescolandosi all'acre sentore di fumo. Il tutto convoglia al di sopra della cittadina, formando una cappa lucente di inenarrabile splendore.

Questo il vestito della luce, la maschera della trama d'ombra intessuta da Arcanidia. Arcanidia l'oscura, La magocrazia immortale. Tanti modi per placare la crescente inquietudine nei cuori, al cospetto della madre della magia sul continente. Mi scrollo la pioggia dalle vesti sudicie, poi faccio rotta verso l'ostello. Dalle sue stanze è possibile vedere il mare da ogni lato, qui, sulla punta della penisola. Ed invece la torre incombe su di me con la sua ombra silenziosa. Mi sento sminuire dalla sua tacita dimostrazione di tirannia. Qualcosa lì dentro comanda, più di quanto possa sembrare ai suoi abitanti. Più di quanto possa apparire ad occhi mortali. I rivenditori di magia urlano la loro merce sino a tarda notte, mentre alcuni bambini si bruciacchiano a vicenda utilizzando piccoli sortilegi magici. La patria dell'arcano ha mille volti, e forse, una maschera per ognuno di essi. Qualcosa brucia sull'alta torre. Una fiamma bianca, sperano tutti.

Poichè quando la triade di arcimaghi emette un verdetto, tutti sperano che quella luce volga al candido.

  • Bianco... tutto tranquillo...
  • Rosso... qualcosa si agita...
  • Nero... forse soltanto le megere più vecchie della città hanno visto un tale segno di sventura. Da molti anni qui regna una sorta di quiete innaturale. L'intera gloria, calma, e forse rovina di questà città è una conseguenza della triade di arcimaghi al comando.

Un nobile stregone, padrone dell'ammaliamento. Un entità esterna, signore delle arti illusionistiche. Ed una creatura sconosciuta ed altezzosa, manipolatore della divinazione. Si dice che egli non ci sia mai, e che al contempo sia ovunque... E chiamato.. l'oracolo onniveggente. I suoi occhi affondano nella materia dell'esistenza, scorrono nel sangue dei mortali, squarciano il tessuto della realtà ed intrecciano quello dei sogni...

Alla loro voce è affidata questa città... A loro ed a null'altro. Poichè la magia qui è tutto. Qualsiasi cosa vi si opponga è solo cenere trascinata lontano dal vento...

Arcanidia è una cittadina sulla punta della penisola di Drakmoria. La magia fa parte degli abitanti in modo quasi naturale. Arcanidia è una magocrazia retta da una triade di potenti arcani che comandano un collegio di maghi e stregoni per insegnare la magia. Ad Arcanidia tutti credono che Shar sia unica detentrice del titolo di Signora della magia, e coloro che venerano Mystra ed Azuth vengono trattati con malcelata diffidenza. La scuola magica promuove l'ambizione ed il potere personale, alla fine delle sue lezioni viene rilasciato un diploma che accerta la somma conoscenza della magia da parte dello studente, anche se i costi per partecipare all'accademia magica sono alquanto onerosi. Per i PG che volessero collegare il background alla città, essa offre una miriade di spunti.

Templi presenti: Shar, Umberlee e Savras.

Il templio di Umberlee si trova nascosto nella penisola poco prima della città, dove sembra si nasconda un piccolo porticciolo segreto, spesso rifugio di pirati e di gente malfamata. Anche Arcanidia è abitata dai Murderon.

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