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STORIA:

Nata da due drow di bassa lega di Sharass’Teyl, la giovane Arakna si distinse fin da subito per il suo fascino e per la prestanza fisica, con cui soggiogava facilmente i maschi e le altre femmine dei bassifondi, nonostante la sua posizione sociale subordinata.

Fu così che un giorno alcune Jalil, invidiose delle sue potenzialità, la fecero rapire e buttare nel profondo dei cunicoli fuori la città, sicure che non sarebbe mai riemersa.

I maschi reclutati dalle Jalil la rapirono mentre stava meditando, disarmata, la pestarono per ore, quindi la chiusero in un sacco priva di sensi e la lasciarono in un cunicolo lontano da Sharass'Teyl.

Quando Arakna riaprì gli occhi ore dopo si rese subito conto di aver subito un affronto, e una cieca rabbia s’impadronì di lei, mentre visioni le suggerivano di tagliare la testa a tutti i responsabili e di far colare il loro sangue per tutto il sottosuolo...

... Cominciò a vagare, senza sapere dove si trovasse né dove stesse andando, ma le ferite subite la costrinsero a fermarsi e a riflettere; accantonando momentaneamente la rabbia e il desiderio di vendetta, la sua mente fredda e calcolatrice ripercorse l’arco della giornata e tutte le sue conoscenze sul sottosuolo, cercando un modo per cavarsela.

L’intuito quindi le suggerì di addentrarsi in un cunicolo a destra, dove alcuni licheni tipici di Sharass’Teyl permeavano la parete; dopo ore in cui l’unico suono che sentì fu il suo strascicarsi di piedi nella pavimentazione delle fognature, all’improvviso inciampò su qualcosa e cadde a terra, esausta: quando ebbe la forza di muoversi si voltò lentamente e notò uno strano luccichio sulla massa che aveva calpestato; ben presto si rese conto di esser caduta su un cadavere putrefatto con un amuleto raffigurante Lolth al collo. Arakna lo guardò piena di curiosità: fino a quel momento aveva appreso a malapena i dogmi della Regina Ragno, e per lo più si era dedicata alla sopravvivenza e al proprio divertimento.

Così lo prese in mano, lo guardò un attimo e si rese conto che quel simbolo in qualche modo l’attirava molto più in quel momento rispetto a quando era stata costretta ad imparare a memoria le preghiere insegnatele dai suoi genitori: così lo mise al collo e si alzò in piedi, incurante della stanchezza e del dolore, e cominciò a pregare, mentre la volontà di vendicarsi si faceva sempre più forte in lei: sentì l’amuleto scaldarsi e dalle sue mani sgorgò una luce bluastra che ricoprì il proprio corpo e rimarginò le ferite fisiche. La Regina Ragno aveva ascoltato la sua misera voce.

Poco dopo sentì alcune voci maschili rimbombare tra le pareti del cunicolo, e riconobbe il proprio idioma parlato, il drowish: uscì allo scoperto e si trovò davanti un gruppo di maschi, che subito si inchinarono vedendola portare l’amuleto della Dea.

Nonostante la stanchezza impose loro la propria volontà e in poche ore era di ritorno a Sharass’Teyl, trasportata dentro un carro mentre tutti gli altri camminavano.

Al suo ritorno non vi fu scampo: appena le drow si resero conto dei suoi poteri si inginocchiarono e chiesero perdono, mentre dall’alto Arakna le guardava divertita e con un vago sorriso sadico dipinto in volto. Ebbero il suo perdono, in quanto le avevano involontariamente permesso di trovare la fede per la Dèa con il loro atto insolente, ma a caro prezzo: le torturò senza alcuna pietà, godette nel sentire le loro urla di dolore per giorni e giorni nei recessi del quartiere iblith e nel sapere che dopo questo trattamento la loro vita sarebbe stata segnata per sempre. Tuttavia sua sorella, Veressis Sya'Dor, la Jalil che aveva organizzato la sua cattura e che Arakna aveva sempre trattato con un certo rispetto, attratta probabilmente dal suo fascino, riuscì a scampare alla punizione, fuggendo e nascondendosi a Garaath Fel'k, nonostante le ricerche pressanti della neo sacerdotessa. Solo dopo un mese di agonia le drow cominciarono lentamente a riprendersi, nascondendosi o fuggendo ogni volta che il rumore inconfondibile degli stivali di ferro della sacerdotessa era udibile nelle vicinanze. Fu così che iniziò l'ascesa di Arakna, ancora in cerca di sua sorella, sebbene neanche lei sappia davvero cosa voglia farle...

CARATTERE:

Arakna si discosta leggermente dalla media delle sacerdotesse di Lolth: non è incostante, riesce a ragionare freddamente se la situazione lo richiede, moderando gli scatti d’ira e rimandandoli alle occasioni più opportune. Può covare odio e rancore per un lungo tempo e vendicarsi quando più ritiene opportuno.

DESCRIZIONE FISICA:

Arakna mostra uno spiccato fascino oscuro, nei lineamenti e nelle proprie mosse aggraziate: ha un viso delicato, occhi rossi tendenti al viola, capelli chiari e lunghi che cadono sulle spalle e sono raccolti in una finale treccia; le curve del suo corpo sono sinuose e attirano non pochi sguardi. Porta sempre un simbolo della Regina Ragno, sull’armatura e al collo sotto forma di amuleto.

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